28 febbraio 2006

Il 28 febbraio 2006, scade il termine ultimo per la presentazione
delle offerte per l’assegnazione della gestione del Servizio Idrico
Integrato dell’ATO Idrico di Agrigento. L’oggetto di tale bando è la
stipula di una convenzione di durata trentennale, per la gestione
dell’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e
distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione
delle acque reflue.

L’aggiudicazione dell’appalto ad una azienda privata - quale probabile
risultato dell’asta - determinerebbe, di fatto, la cessione, SENZA
ALCUN CORRISPETTIVO per la collettività, di un bene primario,
indispensabile per la vita delle nostre comunità e soprattutto COMUNE
per eccellenza come l’acqua.
La concreta possibilità che ciò si verifichi, inciderebbe in maniera
decisiva sulla possibilità di gestione democratica della risorsa e
pregiudicherebbe in modo determinante ogni possibilità di sviluppo
socio-economico dei nostri territori.
Ad oggi, tra l’altro, non esiste alcuna garanzia REALE circa
l’effettiva ricaduta, in termini di costi e di disponibilità, per le
acque da destinare all’agricoltura.

Peraltro l’ATO, inteso come espressione dell’autorità pubblica,
assumerebbe il mero ruolo di comparsa che in nessun caso potrebbe
condizionare le scelte dell’operatore privato di ambito a beneficio
delle comunità locali, compressa tra le necessità di profitto
dell’operatore d’ambito locale e quelle del gestore di sovrambito
(Sicilia Acque, la cui maggioranza è in mano alla corporation ENEL ed
alla multinazionale francese VIVENDI).

Il cittadino verrebbe infatti ESPROPRIATO della possibilità di
controllo della gestione della risorsa idrica, ottenendo come unico
risultato quello di REGALARE al privato il potere di una gestione del
bene acqua arbitrario ed aderente esclusivamente alla logica del
mercato e, quindi, del profitto.

Né può trascurarsi che per la particolare realtà territoriale in cui
viviamo, “l’affare acqua” suscita più di un appetito negli ambienti
affaristico-mafiosi.

Stante l’assoluto e strumentale silenzio nel quale è maturata la
decisione di “cedere” a terzi la gestione del servizio idrico e
ritenuto, invece, di imprescindibile importanza che la scelta delle
modalità con cui si debba gestire la risorsa idrica, scelta di
importanza strategica per il futuro dei nostri territori, venga
affidata esclusivamente alla capacità decisionale delle comunità
locali

CHIEDIAMO

- che venga sospesa con effetto immediato la procedura di
aggiudicazione del SII;
- che vengano convocati con urgenza in tutti i comuni della provincia
consigli comunali aperti e che tale iniziativa sia adeguatamente
pubblicizzata a mezzo stampa, in modo da assicurare la partecipazione
dei cittadini al processo decisionale;

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